mercoledì 25 agosto 2010

Il veto ai fondi federali US per la ricerca sulle cellule staminali embrionali: la storia infinita?


Come forse ricorderete, una delle prime mosse di Obama da neopresidente era stato -dopo promettere la chiusura di Guantanamo- togliere il veto all'erogazione di fondi pubblici federali (del National Institutes of Health, NIH, quindi) alla ricerca sulle cellule staminali embrionali umane (hES) che era stato posto dal suo predecessore George Bush. Questo succedeva il 6 marzo 2009 (http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/7929690.stm) e poneva fine a un veto che durava da più di 8 anni, esattamente da quel 9 agosto 2001 in cui George Bush aveva proibito che fondi federali -i soldi delle tasse degli Americani", come l'aveva posta l'ex presidente- andassero a finanziare una ricerca ritenuta non etica (la ricerca su cellule staminali embrionali umane rimaneva possibile in US con fondi privati o sulle linee cellulari già esistenti).

Poneva fine, o sarebbe forse meglio dire, sembrava ponesse fine al veto?

Infatti la storia non è finita, perché lunedì 23 agosto 2010 il giudice federale per il Royce C. Lamberth ne ha aperto un nuovo capitolo, emanando un verdetto secondo cui il finanziamento alla ricerca su hES viola una legge federale che impedisce di usare i soldi delle tasse (lo stesso argomento usato da Bush quindi) per condurre esperimenti volti a distruggere embrioni umani (http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/08/23/AR2010082303448.html?wpisrc=nl_politics ). Nella sua decisione lunga 15 pagine (che può essere letta interamente qui: https://ecf.dcd.uscourts.gov) il giudice Lamberth cita una legislazione secondo lui "unambiguous" (non ambigua) emanata dal Congresso nel 1996, e chiamata Amendamento Dickey-Wicker, secondo cui è vietato elargire fondi federali per finanziare ricerca in cui vengano "distrutti, gettati, o consapevolmente sottoposti a rischio di danno o morte embrioni".

Come potrete forse già intuire, non è affatto scontato che l'implicazione di questo emendamento sia il veto alla ricerca sulle hES. Infatti, come aveva concluso nel 1999 l'avvocato Harriet S. Rabb, si può argomentare che il supporto dell'NIH alla ricerca sulle hES non viola l'emendamento, se i fondi vengono usati solo per gli esperimenti sulle linee cellulari derivate dagli embrioni, e non appositamente per creare embrioni per la ricerca.
La linea di pensiero dell'avvocato Rabb è simile a quegli argomenti usati in bioetica per cui è lecito (inteso come eticamente giustificabile) fare ricerca sugli embrioni umani sovrannumerari da pratiche di fecondazione assistita, per esempio (perché, detto un po' semplicemente, tali embrioni sarebbero comunque destinati a rimanere in un congelatore senza la possibilità di svilupparsi in un feto), mentre non è lecito creare appositamente embrioni destinati solo alla ricerca scientifica, andando a distruggere quindi consapevolmente la loro potenzialità.

Tale linea di pensiero può essere assimilata anche a quegli argomenti usati da parte di esponenti cristiano protestanti (come la Chiesa valdese in Italia, per fare un esempio vicino a noi), secondo cui è lecito fare ricerca su linee cellulari di hES già esistenti, perché il male (la distruzione dell'embrione) è stato già compiuto, e la reiterazione del male (fare ricerca sulle hES) deve essere bilanciata con i benefici per la salute umana che si potrebbero ottenere dalla ricerca sulle hES.
Al contrario, la visione cattolica è più estremista riguardo alla reiterazione del male, e non c'è valutazione dei benefici che possa compensare tale azione.

Insomma, per farla breve, gli argomenti pro e contro la ricerca sulle hES sono molteplici, ma sono sempre anche gli stessi che girano e rigirano. Il giudice Lamberth non è stato particolarmente originale, e la sua decisione può essere contestata proprio con argomenti simili a quelli usati da Rabb nel 1999, o con argomenti che prendano in considerazione rischi o benefici, o con altri ancora.

Ma il punto è un altro: vogliamo davvero che sia ancora questo il livello del dibattito in bioetica sulle hES? Non ci siamo ancora stufati di affilare sempre le stesse, e sempre più consunte, armi?

Apparentemente, la triste risposta è che no, non ci siamo (o meglio, chi conta, come il giudice Lamberth non si è) ancora stancato. Aspettiamo di vedere quindi il prossimo, inevitabile capitolo della storia. Per ora l'NIH non ha rilasciato commenti in merito alla sentenza.

(Una piccola nota a margine: se fossimo in Italia, mi sorgerebbe il sospetto che ci sia un po' di mala fede a prendere decisioni di questo tipo sempre in agosto -il veto posto Bush nell'agosto 2001, la sentenza del giudice Lamberth nell'agosto 2010- quando tutti sono in vacanza e la decisione passa più facilmente inosservata.

Ma in US in agosto lavorano, e sono io che sono maliziosa! o no?

1 commenti:

  1. Aggiornamento del 25 agosto 2010:
    il direttore dell'NIH Francis Collins ha annunciato che, alla luce dell'ingiunzione preliminare della corte federale del giudice Lamberth, 50 nuove domande di finanziamenti a ricerche su hES saranno ritirate dalla programmata peer review. Inoltre 12 finanziamenti del valore approssimativo di 15-20 milioni di $, che hanno già iniziato il processo di peer review, saranno ritirati. Infine, altri 22 finanziamenti per un totale di 54 milioni di $ che sono già stati approvati e programmati per la review annuale in settembre saranno bloccati.
    Come Dr. Collins ha detto ai giornalisti: "Questo significa che ricerca molto promettente non verrà portata avanti, lo screening per nuovi farmaci verrò fermato, e soprattutto i ricercatori saranno scoraggiati e probabilmente si trasferiranno all'estero per continuare le loro ricerche sulle hES".(fonte: http://www.scienceprogress.org/2010/08/if-you-can%E2%80%99t-win-on-the-science-take-%E2%80%98em-to-court/

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