
E' appena uscito il report del progetto della WHO per garantire accesso universale ai farmaci antiretrovirali in Africa (Toward Universal Access, http://www.who.int/hiv/pub/2010progressreport/en/index.html). Il report mostra che l'obiettivo di fornire un accesso universale ai farmaci entro il 2010 non è stato raggiunto, in quanto solo un terzo delle persone HIV positive in Africa ha accesso ai farmaci antiretrovirali, e solo poco più del 50 % delle donne incinte HIV positive ha accesso ai farmaci antiretrovirali, che permettono di proteggere i feti dalla trasmissione del virus.
Non tutti dati del report sono però negativi. Infatti cinque anni fa il numero delle donne incinte HIV positive che aveva accesso i farmaci era solo del 15 %, per cui c'è stato un salto significativo verso l'obiettivo di eliminare la trasmissione madre-figlio dell'HIV entro il 2015.
Il problema principale mostrato dal report è però il seguente: la maggior parte delle persone sieropositive in Africa in realtà non sa di esserlo. Secondo dati recenti, nell'Africa subsahariana la percentuale di persone che conoscono il proprio status HIV è minore del 40%. Stigma, discriminazione e marginalizzazione sociale continuano ad essere un problema quotidiano per le persone HIV positive, e i programmi di test e counselling non sono spesso adeguati al contesto locale, secondo il report dell'WHO.
A questo proposito e con specifico riferimento all'Uganda del sempiterno Yoweri Museveni (al potere dal 1986!) consiglio la lettura di
RispondiEliminahttp://www.africaninterest.com/africa/uganda%E2%80%99s-anti-gay-law-threatens-hivaids-fights/
su omosessualità e HIV.