
Nel 1997 era stato l'allora presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, a dovere scusarsi pubblicamente con le vittime del tristemente famoso studio Tuskegee, per cui nell'arco di 40 anni -dal 1932 al 197-2 circa 400 raccoglitori di cotone dell'Alabama infettati di sifilide erano stati lasciati deliberatamente privi della cura allora già esistente, la penicillina (Il video dell'apologia ufficiale si trova qui:http://www.youtube.com/watch?v=l1A-YP24QwA).
Con le scuse pubbliche del presidente degli Stati Uniti erano arrivati anche finanziamenti ingenti, che avevano permesso la costituzione del centro per la bioetica di Tuskegee, inaugurato ufficialmente nel 1999 (http://www.tuskegee.edu/Global/category.asp?C=35026).
Ora, quasi 15 anni dopo, tocca alla moglie di Bill Clinton, nonché segretaria di stato statunitense, Hillary Rhodham Clinton, scusarsi pubblicamente, per un altro trial che assomiglia incredibilmente al Tuskegee. Non esiste ancora un nome con cui riferirsi allo studio, ma si tratta dell'iniezione consapevole e reiterata del batterio della sifilide in almeno 700 persone ignare del tutto, avvenuta in Guatemala dal 1946 al 1948, quando appunto circa 700 individui, tra detenuti, malati mentali e soldati -quelle che oggi in bioetica verrebbero sicuramente chiamate categorie "vulnerabili" - sono state infettate con la sifilide, allo scopo di verificare poi l'efficacia della penicillina come trattamento. A differenza dello studio Tuskegee, infatti, alle persone malate poi veniva somministrata la penicillina.
I tipi di modalità di contagio erano i seguenti: a) prostitute infette venivano pagate per infettare i "clienti", b) ad altri detenuti -per cui evidentemente l'opzione a) non era possibile- i batteri venivano rovesciati direttamente su tagli effettuati sugli organi genitali, la faccia o gli arti degli uomini, oppure c) in alcuni casi addirittura iniettati per puntura lombare.
A parte lo scenario di iniezione attraverso prostitute, quindi, è difficile pensare che i poveri detenuti non si stessero accorgendo che qualcosa di strano non stesse accadendo!
L'esperimento è stato portato alla luce da Susan M. Reverby, professoressa al Wellesley College, che aveva inizialmente presentato le sue ricerche sul caso ad una conferenza lo scorso gennaio, senza però aver ottenuto un'attenzione particolare. Questa è arrivata nel giugno di quest'anno, quando Reverby ha mandato una bozza dell'articolo che stava preparando sul caso per il Journal of Policy History al Dr. David J. Sencer, ex direttore del Centro per il Controllo delle Malattie in US. E' stato quindi il Dr Spencer -apparentemente dotato di più potere politico della professoressa Reverby- a spingere il governo statunitense a iniziare investigazioni più approfondite sul caso.
La professoressa Reverby afferma di essere incappata in alcuni documenti che parlavano del caso in Guatemala all'Università di Pittsburgh già nel 1985. I documenti erano firmati dal Dr Cutler, "principal investigator" dello studio in Guatemala, nonché -senti senti- coinvolto anche successivamente nello studio Tuskegee. L'esimio Dr Cutler ha continuato a difendere l'utilità scientifica e l'eticità fino alla morte.
Tra le reazioni pubbliche alle scuse di Hillary Clinton, mi sembra interessante riportare quella del professor Mark Siegler, direttore del Centro di Etica Medica al Maclean Center dell'Università di Chicago, secondo cui lo studio in Guatemala è molto peggio del Tuskegee, in quanto nello studio Tuskegee gli uomini erano già infetti e non gli veniva somministrata la cura esistente, mentre nello studio in Guatemala gli uomini venivano deliberatamente infettati (il commento del prof Siegler si trova sull'articolo del New York Times da cui ho tratto le informazioni e che può essere letto qui: http://www.nytimes.com/2010/10/02/health/research/02infect.html?_r=1&hp).
Cos'è quindi meglio: infettare deliberatamente degli uomini (con vari mezzi più o meno piacevoli, come abbiamo visto sopra) per poi curarli (e quindi possibilmente salvarli), oppure non curare deliberatamente persone già infette e socialmente svantaggiate?
0 commenti:
Posta un commento