mercoledì 23 marzo 2011

Avatar non deve farci paura. Oltre i confini del corpo con Miguel Nicolelis


Presso il nuovo Rose Auditorium della Cooper Union School di NY, si è tenuta ieri, 22 marzo, la presentazione del libro di Miguel A.L. Nicolelis Beyond Boundaries: The New Neuroscience of Connecting Brains with Machines-and how it will chance our lives.
Nicolelis, fondatore e direttore del Duke’s Center for Neuroengeneering, USA, è considerato un pioniere nel campo della neuroprosthetics, la disciplina al confine tra neuroscienze e ingegneria biomedica che concerne lo sviluppo di protesi neurali, ovvero i dispositivi di comunicazione e controllo che sostituiscono le funzioni motorie o sensoriali di coloro che non posso più esercitarle: si pensi ad esempio a chi ha subito la paralisi degli arti inferiori in seguito a un incidente, a chi soffre di tetraplegia o, ancora, a chi è non-udente.
Nel 2010, Nicolelis è diventato il primo scienziato ad aver ricevuto due top riconoscimenti del National Institute of Health (NIH) nello stesso anno, per essere riuscito a insegnare alla scimmia Aurora come controllare il movimento di un robot situato dall’altra parte del globo utilizzando segnali cerebrali. Proprio da questa ricerca prende le mosse il libro, che racconta come un intraprendente ricercatore brasiliano di lunghe vedute sia riuscito a sviluppare il più avveniristico sistema attualmente presente al mondo di connessioni brain-machine.
Nicolelis tiene a sottolineare i presupposti su cui ha costruito la sua ricerca. Innanzitutto, la visione del cervello come di una democrazia, in cui chi vuole ottenere il risultato, cioè vincere, non può contare su un singolo voto, bensi’ sulla collaborazione e il supporto di milioni di cittadini. Allo stesso modo, il funzionamento del nostro cervello richiede la collaborazione costante di milioni di neuroni, che non devono essere analizzati singolarmente bensì considerati nel loro insieme, e ascoltati come se creassero una sinfonia, in cui ogni nota è parte integrante del tutto. Il secondo passo è stata l’analisi di quello che comunemente chiamiamo brainstorming: la registrazione e lo studio di un segnale cerebrale di 10 secondi di una scimmia in fase di associazione visiva-motoria ha consentito di avere le basi per la progettazione del primo schema di interfaccia brain-machine (Nature, 2001) e, nel 2003, ha portato all’incredibile risultato di far muovere ad Aurora il cursore di un computer senza l’utilizzo del joystick, e con il solo controllo delle onde cerebrali (PLoS, 2003). L’eperimento e’ stato poi riprodotto con successo su pazienti colpiti dal Morbo di Parkinson.
Oggi Nicolelis si sta spingendo ancora piu’ in la’, con esperimenti volti a direzionare segnali tattili dalla macchina che compie il movimento al cervello della scimmia (facendole percepire la sensazione di toccare diversi tipi di oggetti), nell’ottica di giungere nei prossimi anni a una nuova generazione di neuroprotesi che consentiranno la comunicazione verso e dal mondo esterno.
Il Walk Again Project, un consorzio tra USA e Brasile da lui stesso fondato, mira a sviluppare, attraverso la costruzione di un esoscheletro (full-body exoskeleton) la prima interfaccia brain-machine capace di ristabilire la piena mobilita’ di pazienti colpiti da gravi paralisi derivanti da lesioni traumatiche del midollo spinare o da malattie neurodegenerative.
L’essenza della nostra personalita’, sostiene Nelson Mandela citato su Scientific American (Feb 2011), non verra’ mai trasferita su un disco rigido. Tuttavia, aggiunge Nicolelis, gli esperimenti ci dicono che nell’ambiente di laboratorio il cervello puo’ essere connesso direttamente a una macchina e, sulla base di cio’, si puo’ verosimilimente prevedere un emozionante futuro dove gli Avatar non saranno science fiction e, soprattutto, non costituiranno un pericolo per l’umanita’ ma un suo avanzamento.
Il dibattito etico e giuridico si e’ appena aperto.

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